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Allo
scopo di consentire una sempre maggiore conoscenza dei funghi, in questa
rubrica, aperta anche alla collaborazione di quanti vorranno segnalarci
i ritrovamenti più interessanti, presentiamo di volta in volta,
una o più specie con una breve analisi, alcune fotografie e principali
riferimenti di carattere bibliografico.
Cystolepiota pulverulenta
(Huijsman)
Vellinga
[=
Leucoagaricus pulverulentus
(Huijsman) Bon]

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Regno |
Fungi |
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Phylum
(Divisione) |
Basidiomycota |
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Sub
Phylum |
Agaricomycotina |
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Classe
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Agaricomycetes |
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SuperOrdine |
Agaricanae |
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Ordine |
Agaricales |
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Famiglia |
Agaricaceae |
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Genere |
Cystolepiota |
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Specie |
Cystolepiota pulverulenta |
Il Genere
Cystolepiota può essere agevolmente inquadrato, tra i generi lepiotoidi,
per la peculiare caratteristica di possedere cappello e gambo rivestiti
di tessuto pruinoso e granuloso.
Cystolepiota pulverulenta non è, nell’esperienza di chi scrive, un
ritrovamento frequente; tuttavia, il suo particolare aspetto ne rende
particolarmente agevole l’identificazione.
Ancora una volta, l’epiteto specifico ‘pulverulenta’ riassume
perfettamente la principale e più eclatante caratteristica morfologica
della specie in questione: un rivestimento pileico e del gambo
estremamente fioccoso.
Cystolepiota
pulverulenta ha dimensioni piuttosto modeste: cappello con diametro fino
a 5 cm. ed altezza del gambo intorno ai 6 cm.
Il rivestimento del cappello è molto fugace e facilmente detersile:
occorre pertanto imbattersi in esemplari giovani per poter apprezzare la
singolarità di questo tipo di rivestimento. Può verificarsi talvolta che
le fioccosità si concentrino nella zona dell’umbone, dando luogo ad un
agglomerato di forma tronco-conica.
Il cappello, di forma leggermente campanulata, si presenta inizialmente
di colore bianco ma tende ad imbrunire con l’età ed al contatto; il
rivestimento pileico può facilmente eccedere il margine del cappello,
aggregandosi in fiocchi penduli più grossolani.
Le lamelle sono bianche e libere al gambo, abbastanza fitte, tendenti al
crema con l’età.
Anche il gambo è ricoperto di abbondanti fioccosità, risulta privo di un
anello ben differenziato e presenta un lieve arrossamento alla base.
La carne, inizialmente biancastra, vira all’arancio-bruno se esposta
all’aria.
Odore debole che può ricordare quello di Lepiota cristata.
Il rivestimento fioccoso è per lo più dovuto alla presenza di ife
allungate, settate, con terminali ingrossati che si dispongono ad
incastro. Giunti a fibbia non presenti.
Il ritrovamento è stato effettuato in epoca autunnale (Ottobre), nell’areale
di Bracciano, in habitat semi-boschivo, in presenza di numerose e
diverse essenze.
Cystolepiota pulverulenta è da ritenere specie non commestibile.
Bibliografia essenziale:
-
M.Bon – Champignons de
France et d’Europe occidentale (Flammarion, 2004)
-
M.Moser – Guida alla determinazione
dei funghi Vol.1° - Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales
(Saturnia, 1986)
-
M.Candusso, G.Lanzoni – Fungi
Europaei IV Lepiota s.l. (Lib. Edit. Biella Giovanna, 1990)
-
G.Consiglio e C.Papetti – Atlante
fotografico dei funghi d’Italia, vol.3 (A.M.B., 2009)
-
A.Vizzini- Il regno dei funghi:
breve prospetto tassonomico in BGMB 47 (3): 47-57; 2004
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