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Mercoledì 10 Marzo 2010: presentazione del manuale “I funghi nel Lazio” da parte degli Autori G. Sperati e G. Tiberi

Ultimo aggiornamento del sito 12/02/2010
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Allo scopo di consentire una sempre maggiore conoscenza dei funghi, in questa rubrica, aperta anche alla collaborazione di quanti vorranno segnalarci i ritrovamenti  più interessanti, presentiamo di volta in volta, una o più specie con una breve analisi, alcune fotografie e principali riferimenti di carattere bibliografico.

Hebeloma sacchariolens. Quél.
Hebeloma pallidoluctuosum Gröger & Zschiesch. (?)

  • Regno:                       Fungi

  • Phylum (Divisione):  Basidiomycota

  • Sub Phylum:              Agaricomycotina

  • Classe :                     Agaricomycetes

  • SuperOrdine             Agaricanae

  • Ordine:                       Agaricales

  • Famiglia:                   Strophariaceae

  • Genere:                     Hebeloma

  • Specie:                      Hebeloma sacchariolens

Il Genere Hebeloma è uno dei più trascurati dai raccoglitori e dai micologi dilettanti, malgrado sia ben presente in qualunque habitat: raggruppa specie terricole dai colori poco appariscenti, di taglia medio-grande e di nessun interesse dal punto di vista gastronomico.

La delimitazione del Genere, sulla base dei caratteri morfologici, risulta relativamente agevole: i toni del cappello sono sempre smorti e vanno dal biancastro al color “crosta di pane” fino al marrone-bruno; le lamelle, uncinate, sono di regola color caffè-latte (nocciola); il gambo, mai con volva e quasi sempre senza traccia di anello, è solitamente biancastro o concolore e cilindrico, di norma più assottigliato alla base.
Solo in alcune specie sono presenti dei resti più o meno fugaci di cortina, caratteristica che contribuisce alla differenziazione rispetto al Genere Cortinarius (oltre alla differenza cromatica della sporata in massa, caratteristicamente bruno-ruggine in quest’ultimo).
Una peculiarità riscontrabile in diverse specie di Hebeloma è la presenza di goccioline acquose che si concentrano sulle lamelle: negli esemplari maturi queste goccioline conferiscono alle lamelle un aspetto maculato o “picchiettato” di scuro.
Infine, un carattere distintivo ausiliare, è dato dall’odore: normalmente terroso o rafanoide; occasionalmente, come nel caso della specie che ci apprestiamo ad illustrare, si rileva un odore assai caratteristico e differenziante.

Lo studio delle specie di Hebeloma, tuttavia, è molto impegnativo e non può prescindere dall’indagine microscopica: quasi tutte le specie di Hebeloma hanno spore verrucose e presentano cistidi (cellule sterili) sul filo della lamella.
Nessun Hebeloma è da ritenersi commestibile: al contrario, alcune specie sarebbero sospettate di dar luogo a disturbi gastrointestinali.

Hebeloma sacchariolens deve il suo epiteto specifico al marcato odore che ricorda quello dello zucchero bruciato o caramellato (sacchariolens = che odora di zucchero).
Trattando di Hebeloma sacchariolens, è più corretto parlare di un gruppo di specie, poco differenziabili morfologicamente ma accomunate dalla medesima peculiare fragranza, che ruota intorno a questa entità: Hebeloma fusipes Bres., Hebeloma hetieri Boud., Hebeloma pallidoluctuosum Gr
öger & Zschiesch., per citarne alcune.

Pertanto, potrà risultare maggiormente opportuno etichettare le raccolte contraddistinte da tale odore come Hebeloma sacchariolens s.l., in assenza di precisi riscontri sulla morfologia microscopica.

Di taglia medio-piccola, Hebeloma sacchariolens ha un cappello liscio, inizialmente color avorio al margine ed ocra al disco, presto ocra-rossastro, più chiaro verso il bordo, con tendenza ad uniformarsi al fulvo con l’età; cappello, inoltre, che risulta viscido con tempo umido ma non igrofano, che rimane a lungo convesso e che presenta solitamente un largo umbone arrotondato e margine non striato.
Le lamelle vanno dal beige al nocciola pallido ed appaiono poco fitte e un poco ventricose, con il filo più chiaro leggermente frastagliato con l’età.
Il gambo è quasi concolore al cappello, con una pruina biancastra nella parte sommitale (caratteristica di numerose altre specie), attenuato e più scuro verso la base ma non radicante, fragile, fibrilloso.
La carne è amarognola.
L’odore, come anticipato, è talmente caratteristico da precedere il riconoscimento sulla base dei caratteri morfologici: alcuni autori lo definiscono simile a quello del fiore di arancio o a quello di alcuni disinfettanti chimici per toilettes (di acetato di amile con sentore di mandorle amare).
La verifica microscopica consente di rilevare spore quasi fusiformi (o “citriformi”), finemente e densamente verrucose e cistidi di forma clavata.

Entità morfologicamente affini ad Hebeloma sacchariolens si ritrovano comunemente nel Lazio, sotto diverse latifoglie, durante la stagione autunnale.

Da tempo è in corso una revisione del gruppo di specie riconducibile ad Hebeloma sacchariolens e di recente Jan Vesterholt (‘The Genus Hebeloma’, 2005) ha proposto la sinonimizzazione di H. sacchariolens con H. pallidoluctuosum.

Andrea Traversi

Bibliografia essenziale:

  • M.Bon – Champignons de France et d’Europe occidentale (Flammarion, 2004)

  • CEMM – Compléments à la Flore des champignons superieurs du Maroc de G.Malençon & R.Bertault (CEMM, 2009)

  • R.Courtecuisse, B.Duhem – Guide des champignons de France et d’Europe (Delachaux & Niestlé, 2000)

  • A.Gennari - 401 Funghi (2000)

  • G.Malençon & R.Bertault – Flore des champignons superieurs du Maroc - Tome I (Faculté des Sciences de Rabat, 1970)

  • M.Moser – Guida alla determinazione dei funghi Vol.1° - Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales (Saturnia, 2000)

  • A.Vizzini- Il regno dei funghi: breve prospetto tassonomico in BGMB 47 (3): 47-57; 2004

  • AA.VV- Parliamo di funghi Voll.1° e 2° (Giunta della Prov. Autonoma di Trento, 2007)

 

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