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Ultimo aggiornamento del sito 22/12/2008
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Allo scopo di consentire una sempre maggiore conoscenza dei funghi, in questa rubrica, aperta anche alla collaborazione di quanti vorranno segnalarci i ritrovamenti  più interessanti, presentiamo di volta in volta, una o più specie con una breve analisi, alcune fotografie e principali riferimenti di carattere bibliografico.

ASTRAEUS HYGROMETRICUS (Pers. : Pers.) Morga

  

  • Regno: Fungi,
  • Divisione: Basidiomycota,
  • Classe: Basidiomycetes,
  • Ordine: Sclerodermatales,
  • Famiglia: Astraeaceae,
  • Genere: Astraeus,
  • Specie: hygrometricus.

        

      La denominazione di Astraeus hygrometricus già mette in evidenza alcune caratteristiche di questo singolare basidiomicete: astraeus significa infatti che, a maturità, il fungo assume la forme di un astro, di una stella, hygrometricus indica invece la sua capacità di misurare il grado di umidità dell’aria. Appartiene alla famiglia delle Astraeaceae ma il suo aspetto esteriore lo avvicina molto ai funghi della famiglia delle Geastraceae (stelle di terra). Come tutti i Gasteromiceti possiede un endoperidio, molto simile a una vescia, contenente la gleba e cioè una sostanza carnosa nella quale si trovano le basidiospore, e un esoperidio che si apre in 4 / 20 lacinie conferendo al fungo il suo aspetto tipico “a stella”.

      Nella sua prima fase, ipogea, il carpoforo si presenta in una forma più o meno globosa. Emergendo poi dal terreno l’esoperidio si lacera in diversi bracci, carnosi e duri, con delle caratteristiche areolature, che, a seconda della maggiore o minore umidità dell’aria, si distendono e si estroflettono oppure tendono a ripiegarsi su sé stesse, verso il centro, per proteggere l’endoperidio. In questa maniera il fungo si distacca dal micelio, assume una propria autonomia e, se posto su un terreno scosceso, tende a compiere minuti movimenti ampliando l’area di disseminazione delle spore. Le lacinie aprendosi mettono a nudo l’endoperidio simile a una pallina: da un forellino (ostiolo) che si forma nella sua parte superiore fuoriesce la gleba essiccata sotto forma di polvere brunastra frammista alle spore.

      L’intero basidiocarpo può arrivare a misurare circa 8 centimetri di diametro. L’endoperidio, iniziamente biancastro, tende poi ad assumere tonalità grigiastre ed infine nere; le lacinie invece hanno colori bruni e attraverso le areolature si scorge un sottostante strato biancastro.

      Le spore, brune, sferiche e grossolanamente verrucose, misurano 8 / 11 micron. I basidi sono claviformi.

      Esemplari di Astraeus hygrometricus possono rinvenirsi isolati o in piccole colonie, in boschi di aghifoglie o di latifoglie o anche in luoghi aperti, sabbiosi o sassosi. Non sono funghi commestibili ma la singolarità del loro aspetto non può non attirare l’attenzione del cercatore.
 

Bibliografia essenziale:

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  • Buczacki S. e Wilkinson J.: Funghi d’Italia e d’Europa, Ed. De Agostini – Collins, Novara, 1990, pag. 192;

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    Courtecuisse R. & Duhem B.: Guide des champignons de France e d’Europe, Delachaux et Niestlè, Losanna (CH), 1994, pag. 442;

  • Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pagg. 73 e 173;

  • Starosta P. e Epinat C: Funghi, Ed. Benedikt Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 88;

  • Courtecuisse R.: Champignons d’Europe, Delachaux et Niestlè, Losanna, 2000, pag. 915;

  • Gerhardt E., Vila J. & Limona X.: Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 868;

  • Papetti C., Consiglio G. & Simonini G.: Atlante fotografico dei funghi d’Italia, A.M.B., Trento 2000, vol.I, pag. 456,

  • Gerhardt E-: Guida ai funghi, Ed. Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 616;

  • Gennari A.: Funghi, Arezzo, 2005, pag. 564;

  • Venturella G.: L’iconografia micologica di Giuseppe Inzenga, , ISPE Archimede, Palermo, 2005, pag. 119,


Sandro Ascarelli

 

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