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Allo
scopo di consentire una sempre maggiore conoscenza dei funghi, in questa
rubrica, aperta anche alla collaborazione di quanti vorranno segnalarci
i ritrovamenti più interessanti, presentiamo di volta in volta,
una o più specie con una breve analisi, alcune fotografie e principali
riferimenti di carattere bibliografico.
L’ANGOLETTO DEL FUNGAROLO
ROZITES caperatus (Pers.
: Fr.)
Karsten
A

Regno: Fungi,
Divisione: Amastigomycota,
Subdivisione: Basidiomycotina,
Classe: Homobasidiomycetes,
Sottoclasse: Agaricomycetideae,
Ordine: Cortinariales,
Famiglia: Cortinariaceae,
Genere: Rozites,
Specie: caperatus.
Trattiamo questa volta
del Rozites caperatus perché, durante il week-end ad Amatrice, il
9 giugno u.s., il nostro Consigliere e micologo Antonio Mallozzi ha
avuto modo di rintracciarne un esemplare in località Macchiapiana a
circa m. 1.400 di altezza in un bosco misto di latifoglie. Crediamo che
questo sia il primo ritrovamento di Rozites caperatus nel Lazio perché
questo fungo cresce abbondantemente nelle regioni alpine ma non risulta
segnalato a sud della Toscana.
Molti Autori non
condividono l’opinione di considerare il genere Rozites come genere
separato dal genere Cortinarius e quindi preferiscono adottare
l’originale taxon di Cortinarius caperatus (Pers. Ex Fr.)
(1838). Tuttavia, poiché il “caperatus” non presenta, a
protezione delle lamelle, una vera e propria cortina ma un velo parziale
che di solito persiste sotto forma di anello (o cinturino) sul gambo,
anche nell’esemplare adulto, preferiamo tener separati i due generi.
Rozites caperatus si
presenta con un cappello che può raggiungere anche i 10 cm. d i diametro
di colore nocciola chiaro, ricoperto, soprattutto nei carpofori giovani,
di una pruina bianco-argentea con sfumature lilacine. Il cappello,
liscio, tende a fessurarsi. Le lamelle sono pallide e il gambo, talvolta
leggermente ingrossato alla base, è dotato di un anello, a forma di
cinturino, facilmente asportabile. La carne è fibrosa, di color crema,
dal sapore grato e del profumo lievemente fungino. Cresce in colonie
numerose nelle regioni dolomitiche e comunque sopra gli 800 metri mentre
è raro nelle regioni centro-meridionali. Spore amagdaliformi, verrucose,
12/13 x 8/9. E’ un ottimo commestibile e può essere essiccato o
conservato sott’olio.
Bibliografia
essenziale
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R. Courtecuisse e B. Duham: Champignons de France et d’Europe, pag.
324,
-
M. Bon: Champignons d’Europe occidentales, pag. 230,
-
A. Gennari: Funghi, pag. 282,
-
B. Cetto: I funghi dal vero, foto n. 59, vol I°, pag. 199,
-
G. Lonati: Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, pag.
183, Iconografia tavola 285,
-
C. Papetti, G. Consiglio e G. Simonini: Funghi d’Italia, vol I°,
pag. 175.
- R. Mazza: Funghi commestibili e velenosi a confronto, pag. 148
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