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Allo
scopo di consentire una sempre maggiore conoscenza dei funghi, in questa
rubrica, aperta anche alla collaborazione di quanti vorranno segnalarci
i ritrovamenti più interessanti, presentiamo di volta in volta,
una o più specie con una breve analisi, alcune fotografie e principali
riferimenti di carattere bibliografico.
L’ANGOLETTO DEL FUNGAROLO
Paxillus
atrotomentosus (Batsch : Fr.) Fries
Regno:
Fungi Divisione: Basidiomycotina
Classe: Homobasidiomycetes
Sottoclasse: Gasteromycetideae
Ordine: Boletales
Famiglia: Paxillaceae
Genere: Paxillus
Specie: atrotomentosus.
La circostanza di
ritrovare il Genere Paxillus (come anche il Genere Gomphidius)
nell’Ordine delle Boletales non deve sorprendere più di tanto. In
effetti, da un punto di vista sistematico-morfologico, Paxillus e
Gomphidius, pur essendo funghi lamellari, sono accostati al
Genere Boletus (che comprende funghi la cui superficie imeniale
è costituita da tubuli e pori) per il comune carattere di avere la carne
costituente l’imenio composta da una trama differenziata e diversa da
quella della carne. La conseguenza è che in tutti e tre i Generi
sopraccitati le lamelle o i tubuli possono essere facilmente asportati,
con l’unghia, dalla carne del carpoforo.
Paxillus
atrotomentosus è un fungo di medie dimensioni, con un cappello
bruno-giallastro, del diametro che può raggiungere anche i 20 cm. di
diametro, con orlo arrotolato su sé stesso e superficie pileica
vellutata o feltrata. Le lamelle sono abbastanza serrate, piuttosto
spesse, anastomosate, un po’ decorrenti, asportabili, di colore che va
dal giallastro all’ocra. Anche la carne è dello stesso colore ed il
sapore è acidulo ed amarognolo. Caratteristico è il gambo, a volte
decentrato, che, al di sotto delle lamelle, si presenta rivestito di una
tomentosità nerastra (atrotomentosus significa proprio con
tomento nero).
Si rintraccia dalla
primavera all’autunno su ceppaie marcescenti di castagno ma più
frequentemente di aghifoglie, isolato o in piccoli gruppi a volte
saldati alla base. Qualche Autore lo considera mediocre commestibile e
lo utilizza, previa bollitura, in piccole quantità, mischiato con altri
funghi, nel sott’olio. Qualche altro Autore lo considera per lo meno
sospetto e noi propendiamo per quest’ultima versione, sconsigliandone
quindi il consumo.
Spore ellissoidali,
bruno-ruggine, 6-7 x 3-4 micron.
Bibliografia essenziale
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